L’onnipotenza di Dio

Il Signore parlò così a Mosè: Dì ai figli d’Israele che tornino indietro e si accampino davanti a Pi-Achirot, fra Migdol e il mare di fronte a Baal-sefon. Accampatevi davanti a quel luogo presso il mare. Il faraone dirà dei figli d’Israele: Si sono smarriti nel paese; il deserto li tiene rinchiusi.
Io indurirò il cuore del faraone ed egli li inseguirà. Ma io sarò glorificato nel faraone e in tutto il suo esercito, e gli Egiziani sapranno che Io sono il Signore. Ed essi fecero così.(Esodo 14:1-4)

Premesso che noi non vantiamo una discendenza di Abraamo sotto il profilo genealogico, ma siamo figli di Abraamo per l’appartenenza a Cristo avendo in Lui riposto la nostra speranza, la nostra fiducia e avendo creduto che Lui è il figlio di Dio che ci ha riscattato col Suo prezioso sangue dal potere delle tenebre liberandoci dalla maledizione del peccato: giustificati non per opere, ma per la fede in Cristo siamo riconciliandoci a Dio e ci ha resi Suo popolo.
In Efesini 2:11-13, 19 (NR) sta scritto: “Perciò, ricordatevi che un tempo voi, stranieri di nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi, perché tali sono nella carne per mano d’uomo, voi, dico, ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d’Israele ed estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo…
Noi siamo l’Israele di Dio per l’essere una nuova creatura in Cristo e vantiamo una circoncisione non secondo il rito di Mosè, ma secondo lo Spirito di Cristo per mezzo del quale offriamo il culto a Dio: siamo dei circoncisi spirituali e non carnali ed in questa circoncisione spirituale si attesta la nostra appartenenza a Dio quale Suo popolo!

Mosè fu usato potentemente dal Signore per liberare il popolo di Israele dal faraone attraverso segni e prodigi che culminarono nella morte dei primogeniti del popolo egiziano compreso il figlio del faraone considerato un dio dal suo popolo.
Segni e prodigi dal cielo che costrinsero il faraone a lasciare partire il popolo di Israele, ma che non bastarono a indurre il faraone a riconoscere l’onnipotenza del Dio vivente e vero.
Il faraone inseguì con tutto il suo esercito il popolo d’Israele nel deserto, ma nella prova il Signore aveva preparato una grande benedizione a gloria del Suo nome!
In Esodo 13:17,18 sta scritto che: Quando il faraone ebbe lasciato andare il popolo, Dio non lo condusse per la via del paese dei Filistei, benché fosse vicina, poiché Dio disse: Bisogna evitare che il popolo di fronte ad una guerra, si penta e torni in Egitto.
Dio fece fare al popolo un giro per la via del deserto verso il Mar rosso.
Ritornando al testo Dio diede delle direttive a Mosè che i figli d’Israele dovevano osservare e che puntualmente osservarono in ubbidienza alla parola di Dio, quindi tornarono indietro per la via del deserto e si accamparono davanti a quel luogo presso il mare.
Sembra che il popolo d’Israele fosse intrappolato, esposto ad una sconfitta inevitabile al punto che il faraone, il cui cuore era indurito da Dio, dirà i figli d’Israele si sono smarriti e rimarranno rinchiusi nel deserto: i figli di Dio nella prova non si smarriscono perché lo Spirito di Dio è la loro infallibile guida e non rimangono imprigionati nel deserto della prova perché la mano di Dio è pronta a liberarli.
Il faraone nella sua arroganza, nella sua presunzione partì col suo esercito all’inseguimento del popolo israelita e quando si avvicinò ai figli d’Israele questi ebbero paura, gridarono al Signore e dissero a Mosè: Mancavano forse tombe in Egitto, per portarci a morire nel deserto? Era appunto quello che ti dicevamo in Egitto: Lasciaci stare che serviamo gli egiziani! Poiché era meglio per noi servire gli Egiziani che morire nel deserto.(rif Esodo 14:11,12)
I figli d’Israele sì gridarono al Signore, non con una preghiera ma con lamentele, pentimenti al punto da desiderare di tornare in Egitto;
Signore, nella prova, aiutaci ad essere fermi nelle tue vie e a gridare a Te pregando con lode e ringraziamenti senza lamentarci e credendo fermamente nella Tua benevolenza, nella Tua misericordia, nella Tua infallibilità, nel Tuo amore perché tu non ci lasci e non ci abbandoni guidando i nostri passi in sicurezza certi che agisci per il nostro bene.
Mosè rispose: «Non abbiate paura! Siate forti e vedrete la salvezza che il Signore oggi opera per voi; perché gli Egiziani che voi oggi vedete, non li rivedrete mai più! Il Signore combatterà per voi, e voi starete tranquilli».(Esodo 14:13,14)
Fratello e sorella perché avete paura, fortificatevi nel Signore che opera per voi, rimanete fermi nelle Sue promesse e la grandezza del problema, delle difficoltà che oggi vedete non la vedrete più perché il Signore combatterà per voi e nella vostra prova sarà glorificato il nome del Signore Gesù.
Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore, durante tutta la notte, risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero.(Esodo 14:15)
Mettete in azione la vostra fede affrontando il problema non con le vostre forze, ma con la forza che viene dalla parola di Dio; mettete in azione la vostra fede e Dio opererà per voi aprendo una via dove via non c’è.
Il mar Rosso si aprì e il popolo d’Israele poté attraversarlo verso la piena libertà, inseguiti dagli egiziani che furono inghiottiti dal mar Rosso per l’azione potente del nostro Dio mosso dall’ubbidienza, alla Sua parola, del Suo Servo Mosè.
Ubbidiamo alla parola di Dio, rimaniamo fermi nelle promesse di Dio e vedremo nella nostra vita la gloria della Sua salvezza.

Dio ci benedica

Alex