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Chiedere secondo il volere di Dio

Chiedete e vi sarà dato (Matteo 7:7)

Il Signore voleva incoraggiare i Suoi discepoli a chiedere con fede perseverante per ricevere. La parola di Dio è vivente, non è lettera morta, ed è giunta a noi, popolo di Dio, per il sacrificio di Cristo che è lo stesso, ieri, oggi e in eterno (rif. Ebrei 13:8); pertanto il “chiedete e vi sarà dato” Gesù, oggi, lo rivolge a noi che gli apparteniamo per il sangue versato sul duro legno della croce come prezzo di riscatto delle nostre anime dal potere delle tenebre: nel sangue di Gesù c’è potenza!
Qual’è il mezzo per chiedere a Dio? È la preghiera “e quello che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio.
Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò. (Giovanni 14:13,14).
Non tutte le preghiere realizzano la gloria di Dio ovvero non tutte le richieste hanno la forma e la sostanza di una preghiera che giunge al trono della grazia di Dio ovvero gradita a Dio.
La vera preghiera è quella che parte da un cuore che ha fede; la fede è un dono di Dio che viene dall’alto per mezzo della quale abbiamo ricevuto la grazia della salvezza in Cristo Gesù ( rif. Efesini 2:8); la fede è la certezza di cose che si sperano dimostrazione di realtà che non si vedono (Ebrei 11:1).
La vera fede ricerca la gloria di Dio ed è questa fede che deve accompagnare le nostre preghiere.
Il chiedere con vera fede è una condizione essenziale per ricevere da Dio, ma non basta poiché è necessaria la guida dello Spirito Santo per saper chiedere ovverossia fare richieste che sono nella volontà di Dio attraverso le quali sia glorificato il nome di Gesù. In Romani 8:26,27 sta scritto “Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito Santo intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio.
Il chiedere con vera fede e con la guida dello Spirito Santo deve caratterizzare le nostre preghiere che si rivestono di potenza celeste se accompagnate dalla fede e dall’imprescindibile guida dello Spirito di Cristo.
La comunione col Signore fa si che tutto quello che chiediamo nel Suo nome lo otterremo.
Se dimorate in me e le mia parole dimorano in voi domandate quello che volete e vi sarà fatto. (Giovanni 15:7).
Fratelli e sorelle la consacrazione e la santificazione ci porta ad avere comunione col Padre nel nome di Gesù e a stare al centro del Suo volere e chiedere cose che rientrano nella Sua volontà.
Colossesi 1:17 Egli (Gesù) è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui.

Dio ci benedica

Alex

L’onnipotenza di Dio

Il Signore parlò così a Mosè: Dì ai figli d’Israele che tornino indietro e si accampino davanti a Pi-Achirot, fra Migdol e il mare di fronte a Baal-sefon. Accampatevi davanti a quel luogo presso il mare. Il faraone dirà dei figli d’Israele: Si sono smarriti nel paese; il deserto li tiene rinchiusi.
Io indurirò il cuore del faraone ed egli li inseguirà. Ma io sarò glorificato nel faraone e in tutto il suo esercito, e gli Egiziani sapranno che Io sono il Signore. Ed essi fecero così.(Esodo 14:1-4)

Premesso che noi non vantiamo una discendenza di Abraamo sotto il profilo genealogico, ma siamo figli di Abraamo per l’appartenenza a Cristo avendo in Lui riposto la nostra speranza, la nostra fiducia e avendo creduto che Lui è il figlio di Dio che ci ha riscattato col Suo prezioso sangue dal potere delle tenebre liberandoci dalla maledizione del peccato: giustificati non per opere, ma per la fede in Cristo siamo riconciliandoci a Dio e ci ha resi Suo popolo.
In Efesini 2:11-13, 19 (NR) sta scritto: “Perciò, ricordatevi che un tempo voi, stranieri di nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi, perché tali sono nella carne per mano d’uomo, voi, dico, ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d’Israele ed estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo…
Noi siamo l’Israele di Dio per l’essere una nuova creatura in Cristo e vantiamo una circoncisione non secondo il rito di Mosè, ma secondo lo Spirito di Cristo per mezzo del quale offriamo il culto a Dio: siamo dei circoncisi spirituali e non carnali ed in questa circoncisione spirituale si attesta la nostra appartenenza a Dio quale Suo popolo!

Mosè fu usato potentemente dal Signore per liberare il popolo di Israele dal faraone attraverso segni e prodigi che culminarono nella morte dei primogeniti del popolo egiziano compreso il figlio del faraone considerato un dio dal suo popolo.
Segni e prodigi dal cielo che costrinsero il faraone a lasciare partire il popolo di Israele, ma che non bastarono a indurre il faraone a riconoscere l’onnipotenza del Dio vivente e vero.
Il faraone inseguì con tutto il suo esercito il popolo d’Israele nel deserto, ma nella prova il Signore aveva preparato una grande benedizione a gloria del Suo nome!
In Esodo 13:17,18 sta scritto che: Quando il faraone ebbe lasciato andare il popolo, Dio non lo condusse per la via del paese dei Filistei, benché fosse vicina, poiché Dio disse: Bisogna evitare che il popolo di fronte ad una guerra, si penta e torni in Egitto.
Dio fece fare al popolo un giro per la via del deserto verso il Mar rosso.
Ritornando al testo Dio diede delle direttive a Mosè che i figli d’Israele dovevano osservare e che puntualmente osservarono in ubbidienza alla parola di Dio, quindi tornarono indietro per la via del deserto e si accamparono davanti a quel luogo presso il mare.
Sembra che il popolo d’Israele fosse intrappolato, esposto ad una sconfitta inevitabile al punto che il faraone, il cui cuore era indurito da Dio, dirà i figli d’Israele si sono smarriti e rimarranno rinchiusi nel deserto: i figli di Dio nella prova non si smarriscono perché lo Spirito di Dio è la loro infallibile guida e non rimangono imprigionati nel deserto della prova perché la mano di Dio è pronta a liberarli.
Il faraone nella sua arroganza, nella sua presunzione partì col suo esercito all’inseguimento del popolo israelita e quando si avvicinò ai figli d’Israele questi ebbero paura, gridarono al Signore e dissero a Mosè: Mancavano forse tombe in Egitto, per portarci a morire nel deserto? Era appunto quello che ti dicevamo in Egitto: Lasciaci stare che serviamo gli egiziani! Poiché era meglio per noi servire gli Egiziani che morire nel deserto.(rif Esodo 14:11,12)
I figli d’Israele sì gridarono al Signore, non con una preghiera ma con lamentele, pentimenti al punto da desiderare di tornare in Egitto;
Signore, nella prova, aiutaci ad essere fermi nelle tue vie e a gridare a Te pregando con lode e ringraziamenti senza lamentarci e credendo fermamente nella Tua benevolenza, nella Tua misericordia, nella Tua infallibilità, nel Tuo amore perché tu non ci lasci e non ci abbandoni guidando i nostri passi in sicurezza certi che agisci per il nostro bene.
Mosè rispose: «Non abbiate paura! Siate forti e vedrete la salvezza che il Signore oggi opera per voi; perché gli Egiziani che voi oggi vedete, non li rivedrete mai più! Il Signore combatterà per voi, e voi starete tranquilli».(Esodo 14:13,14)
Fratello e sorella perché avete paura, fortificatevi nel Signore che opera per voi, rimanete fermi nelle Sue promesse e la grandezza del problema, delle difficoltà che oggi vedete non la vedrete più perché il Signore combatterà per voi e nella vostra prova sarà glorificato il nome del Signore Gesù.
Allora Mosè stese la mano sul mare. E il Signore, durante tutta la notte, risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero.(Esodo 14:15)
Mettete in azione la vostra fede affrontando il problema non con le vostre forze, ma con la forza che viene dalla parola di Dio; mettete in azione la vostra fede e Dio opererà per voi aprendo una via dove via non c’è.
Il mar Rosso si aprì e il popolo d’Israele poté attraversarlo verso la piena libertà, inseguiti dagli egiziani che furono inghiottiti dal mar Rosso per l’azione potente del nostro Dio mosso dall’ubbidienza, alla Sua parola, del Suo Servo Mosè.
Ubbidiamo alla parola di Dio, rimaniamo fermi nelle promesse di Dio e vedremo nella nostra vita la gloria della Sua salvezza.

Dio ci benedica

Alex

Gesù Cristo è il vivente

Apocalisse 1:17-18

Ma egli pose la sua mano destra su di me, dicendo: Non temere, io sono il primo e l’ultimo, e il vivente. Ero morto, ma ecco sono vivo per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e dell’Ades.

Un verso scritto da Giovanni che rapito dallo Spirito ebbe in visione il Signore Gesù.
La parola di Dio è una parola che insegna, riprende, ammaestra e guida i credenti influenzando le loro scelte, le loro azioni e i loro comportamenti per essere sempre al centro della volontà di Dio.
La Bibbia va letta e meditata sotto l’unzione dello Spirito Santo per mezzo del quale abbiamo la grazia di comprendere ciò che il Signore vuole dirci e di mettere in pratica questa benedetta e divina Parola. Lo Spirito di Cristo ci rende uditori e facitori della Parola di Dio l’unica che giudica i nostri sentimenti e i pensieri del nostro cuore; e attraverso la Parola che veniamo trasformati ad immagine e somiglianza del carattere di Cristo che deve formarsi in noi giorno dopo giorno in ubbidienza alla volontà di Dio Padre nella guida dello Spirito Santo.
“Ma egli pose la sua mano su di me”: la mano di Dio è su coloro che temono il Signore; in Salmi 139:5 sta scritto “Tu mi circondi, mi stai di fronte e alle spalle, e poni la tua mano su di me” Il Signore Gesù Cristo è la nostra avanguardia e retroguardia e ci circonda della sua grazia, una grazia di cui non possiamo fare a meno, una grazia immeritata ricevuta per il dono ineffabile di un sacrificio perfetto di riscatto dei nostri peccati operato da Cristo: “Ecco l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”.
Quante volte il Signore pone la mano sulle nostre vite e ci tira fuori da situazioni complicate e difficili, quante volte il Signore ci pone la mano per guidarci, ma noi non ce ne rendiamo conto perché distratti dagli affanni quotidiani. Signore rendici attenti all’ascolto della tua parola, rendici sensibili al tocco della tua mano per fare la tua volontà.
“Non temere io sono il primo e l’ultimo, e il vivente” Il Signore non si stancherà mai di sussurrare al nostro cuore “Non temere” e ci incoraggia quando il nostro stesso cuore è scoraggiato, afflitto e sentiamo addosso il peso della nostra fragilità umana; il “non temere di Gesù” ci invita a mettere nelle Sue mani la nostra causa, i nostri problemi, le nostre paure e dire come il salmista In Dio ho fiducia e non temerò; che potrà farmi l’ uomo? (Salmi 56:11) perché non è in un uomo che abbiamo posto la nostra fiducia, ma nell’Iddio vivente che non dorme ne sonnecchia: Alzo gli occhi ai monti da dove mi verrà l’aiuto, il mio aiuto viene dal Signore che ha fatto il cielo e la terra( rif. Salmi 121:1).
Dice il Signore “Io sono il primo e l’ultimo”; Gesù è la parola di Dio per mezzo della quale tutte le cose sono state create e che sono sostenute dalla Parola stessa. Ogni cosa è sotto il controllo di Dio anche le tempeste, le turbolenze, le circostanze più avverse: il nostro Dio è lo stesso Dio che ha liberato Daniele dalla fossa dei leoni.
“Ero morto,ma ecco sono vivo per i secoli dei secoli e tengo le chiavi della morte e dell’Ades” Gesù è morto sulla croce perché si è fatto uomo, carne simile a carne di peccato, affinché crocifiggesse il peccato del mondo come sacrifico espiatorio versando il suo sangue per il perdono dei peccati di tutti coloro che credono nella sua opera di redenzione.
È morto sulla croce risuscitando il terzo giorno per lo Spirito di Dio affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia la vita eterna.
Gesù è venuto come l’agnello sacrificale, e questo il tempo accettevole della grazia, il tempo di ravvedersi dai peccati, ma verrà il giorno del giudizio dove Gesù sarà giudice dei vivi e e dei morti allora non ci sarà più tempo di ravvedersi, di invocare il nome del Signore e Dio stesso vi dirà io non vi ho mai conosciuto e lo stagno di fuoco sarà la vostra dimora dove vivranno separati eternamente da Dio nelle tenebre.
Accettate Gesù Cristo l’unica via di salvezza.

Dio ci benedica

Alex

Saper pazientare nella prova

Non mormorate, come alcuni di loro mormorarono, e perirono colpiti dal distruttore. (1Corinzi 10:10)
Nessuna tentazione vi a colti che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscirne, affinché la possiate sopportare (1Corinzi 10:13).

Il popolo d’Israele dopo essere stato liberato in maniera potente dal regno egiziano fu condotto da Dio per la via del deserto, verso il mar Rosso, questo per evitare che il popolo d’Israele percorresse la via del paese dei Filistei, benché fosse la più vicina, per evitare che il popolo stesso di fronte ad una guerra si pentisse e tornasse in Egitto. (Rif. Esodo 13:17).
Durante il percorso molti del popolo si ribellarono e furono abbattuti nel deserto, perché peccarono d’idolatria e in un giorno ne caddero 23.000; perché tentarono il Signore e morirono morsi dai serpenti; altri perché mormorarono e perirono colpiti dal distruttore.(1Corinzi 10:10).
Fratelli e sorelle quando ci troviamo a percorrere vie tortuose, vie accidentate, quando ci troviamo ad affrontare situazioni difficili, quando vediamo chiudersi porte non ci dobbiamo lamentare, non dobbiamo mormorare perché il diavolo vuole questo da parte nostra, che ci ribelliamo a Dio.
Il diavolo non può conoscere ne quello che c’è nel nostro cuore né i pensieri della nostra mente perché percepisce ciò che pensiamo e vogliamo da quello che esce dalle nostre labbra.
Le lamentele e i mormorii che fuoriescono dalle nostre labbra sono terreno fertile dove attaccarci e se piuttosto anziché pregare mormoriamo, Satana, il distruttore, ci colpisce perché meno preghiamo e meno stiamo alla presenza di Dio e più ci indeboliamo col rischio di perire sotto i suoi colpi.
La preghiera ci fortifica perché ci immergiamo nella presenza di Dio dove il nostro cuore e la nostra mente si svuotano di ciò che ci rende deboli e siamo riempiti della potenza dello Spirito Suo Santo: “quando l’avversario verrà come una fiumana lo Spirito dell’Eterno in fuga lo metterà”
Le tentazioni ci sono nella vita del credente, ma nessuna tentazione vi ha colti che non sia stata umana perché Dio nella Sua grande fedeltà non permette che noi siamo tentati al di là delle nostre forze.
In 1Corinzi 10:13 sta scritto “ma con la tentazione vi darà via d’uscirne, affinché la sopportiate.
Quante volte i nostri occhi sono chiusi e non vediamo la via d’uscita eppure quando ci prostriamo alla presenza di Dio, nel nome di Gesù, la soluzione arriva, la porta si apre e vediamo la via d’uscita.
Mi sento di dire con convinzione che il popolo di Dio non deve abbandonare la preghiera perché con essa dimoriamo in Cristo e Cristo dimora in noi per mezzo della Sua parola di vita, saggezza e sapienza per rispondere al diavolo che conosce bene la parola, ma noi siamo più che vincitori in Cristo Gesù che lo ha sconfitto sul duro legno della croce.
Preghiamo in ogni tempo con ringraziamento, con suppliche il tutto accompagnato da una lode e adorazione che sale al trono di Dio come un profumo soave aprendo il cielo con le Sue copiose benedizioni.

Dio ci benedica

Alex

 

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Non farti distrarre, ma concentrati in Cristo.

Salmi 107:29 Egli riduce la tempesta al silenzio e le onde del mare si calmano.
Sapere che apparteniamo al Signore dell’universo ci deve riempire di speranza e di coraggio nell’affrontare le vicissitudini di questa vita.
Nel mondo avrete tribolazione, ma fatevi coraggio Io ho vinto il mondo.(Gesù)
Rinati ad una speranza di vita eterna nella certezza che niente può separarci dall’amore di Dio che ha dato il Suo unigenito figlio a morire sulla croce per i nostri peccati, per poi risuscitarlo col Suo Spirito; in ciò si è manifestato l’amore di Dio che mentre noi eravamo peccatori Gesù è morto per i nostri peccati.
Dio non ci abbandona, non ci lascia nella tempesta dopo averci riscattato con il sangue del Suo unico figlio, Cristo Gesù; anche nella tempesta siamo al sicuro perché Dio ha il controllo di tutto, ma Dio permette di passare per la tempesta affinché la nostra fede sia provata e rafforzata imparando ad avere solo fiducia nelle Sue promesse, che non tramonteranno mai, in ogni tempo, in ogni dove e in ogni luogo.
“Riduce la tempesta al silenzio” se la tempesta rugge tira fuori il coraggio e mostra la tua fede nell’Iddio che è sovrano su ogni circostanza anche la più difficile, la più avversa; credi nella parola di Dio e vivi la parola di Dio perché il Signore Dio nostro con una Sua parola mette a tacere le tempeste.
Vivi un momento di smarrimento, di disorientamento perché i venti soffiano e furiose sono le onde intorno a te? Ritrova la tua fede invocando il nome del Signore Gesù, afferra la Sua mano senza guardare il mare tempestoso, senti la Sua voce che ti rasserena senza sentire più l’impetuosità del vento che soffia intorno a te allora sì che la tempesta tace e le onde si rasserenano.
Il vento che soffia, le onde furiose possono essere le tue paure, la tua incredulità e tutto ciò che ti vuole distrarre dal guardare Cristo, Colui che crea la fede e la rende perfetta.
La fede realizza le promesse di Dio!

Dio ci benedica

Alex

 

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Il Signore è il braccio del Suo popolo.

“Signore, abbi pietà di noi! Noi speriamo in te! Sii tu il braccio del tuo popolo ogni mattina e la nostra salvezza in tempo di angoscia.” Isaia 33:2

Una preghiera che esprime il grido di chi crede nel Signore con tutto il cuore e ha quella fede che Dio stesso agirà per amore del Suo nome.
Esaminiamo questo verso perché ogni parola ci porta ad esaminare la nostra condizione spirituale, la nostra relazione con Dio.
La preghiera si apre con “Signore” e ci dobbiamo domandare se invochiamo Dio quale nostro Signore e capo della nostra vita, perché altro è avere sulle labbra il nome del Signore ma non avere nel cuore la Sua parola e non avere a cuore l’opera Sua, e altro è invocare Dio quali uditori e facitori della Sua parola avendo a cuore di fare la Sua volontà.
Ricordate quel passo della parola di Dio dove non tutti coloro che diranno Signore, Signore entreranno nel regno dei cieli perché il Signore stesso gli dirà io non vi conosco?( rif Matteo 7) Stiamo attenti a non rivestire la forma di cristiani e nella sostanza essere operatori d’iniquità, il SIGNORE non si ferma alle apparenze ma guarda al cuore.
Con quale sentimento ci adoperiamo per il Signore? Il sentimento di colui che cerca la sua gloria cercando di piacere agli uomini scendendo a compromesso con il mondo rinnegando in tutto o in parte la parola di Dio ovvero il sentimento di chi cerca di piacere a Dio facendo la Sua volontà per glorificare il nome di Cristo?
Dobbiamo essere come quel pubblicano che non osando alzare gli occhi al cielo e battendosi le mani nel petto invocava il Signore dicendo abbi pietà di me peccatore!
Il Signore ama chi si accosta a Lui con uno spirito afflitto e contrito perché benedice tutti coloro che si riconoscono peccatori salvati per la Sua grazia e le Sue benedizioni per loro sono eterne.
La croce su cui Cristo morì espiando le nostre colpe e cancellando i nostri peccati sia sempre davanti ai nostri occhi. Il Suo sangue ci purifica e ci rende degni di innalzare preghiere all’Iddio del cielo nel nome di Gesù!
Quando avremo riconosciuto Cristo come salvatore e redentore delle nostre vite e lo faremo quotidianamente il centro della nostra vita allora Lui sarà il nostro braccio che opera liberazione e guarigione delle anime nostre.
Ogni mattina alziamoci con quella fiducia che Cristo si prenderà cura di noi giorno dopo giorno quali “strumenti” nelle Sue mani per l’avanzamento del Suo regno di luce in questo mondo di tenebre.
Voi che vivete un tempo di angoscia tenete ferma la vostra fede in Colui che può ogni cosa e che rappresenta la vostra salvezza, il vostro aiuto e soccorso in ogni tempo.
Il Signore Dio nostro apre davanti a noi vie impossibili.

Dio ci benedica

Alex

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Il tempo giusto

Deuteronomio 28:12 Il SIGNORE aprirà per te il suo buon tesoro, il cielo, per dare alla tua terra la pioggia al tempo giusto, e per benedire tutta l’ opera delle tue mani; tu presterai a molte nazioni e non prenderai nulla in prestito.

Ciò che Dio apre nessuno può chiudere perché Lui è il sovrano che ha le chiavi di tutte le porte.
A volte se non spesso pretendiamo che siano aperte le porte che noi vogliamo, ma Dio sa quale porta aprire per noi e comunque sempre alla Sua gloria.
Ciò che Dio fa lo realizza con i Suoi modi e nel tempo che Lui ha stabilito, ma spesso non abbiamo la pazienza di aspettare confidando sulle nostre forze che non sempre ci sostengono e avvalendoci di soluzioni umane che posso risolvere il problema in modo temporaneo per poi ritornare più grande di prima. Vi ricordate quel verso in Zaccaria, nell’antico testamento? Non per forza né per potenza ma per lo Spirito mio dice il Signore degli eserciti! Lo ricordiamo bene questo verso, ma spesso lo dimentichiamo mettendolo in qualche cassetto remoto della nostra mente.
La parola di Dio dice: “il Signore aprirà per te il suo buon tesoro”, state certi che il tesoro di Dio è al di sopra di ogni ricchezza terrena; tutto quello che viene dal cielo è duraturo e noi dobbiamo guardare al cielo avendo gli occhi sulla croce dove Cristo Gesù ha realizzato il piano di salvezza per le nostre anime aprendo una via che nessuno può chiudere. Le benedizioni di Dio fanno ricchi attraverso quella fonte di eterna benedizione che è Cristo Gesù!
La parola di Dio continua dicendo “per dare alla tua terra la pioggia al tempo giusto e per benedire l’opera delle tue mani”: Stiamo preparando la nostra terra o siamo fermi e se ci stiamo muovendo come stiamo lavorando la nostra terra. Stiamo seminando la nostra terra pregando e gettando i semi della fede ossia della fiducia nelle promesse di Dio? i semi del sacrifico dell’ubbidienza rinunciando a ciò che ci allontana dalle promesse di Dio? Oppure stiamo arando il terreno con i semi dell’incredulità, della disubbidienza?
Cari fratelli e care sorelle durante la permanenza sul nostro deserto rifugiamoci nella preghiera che ci fa realizzare le promesse di Dio perché Colui che serviamo è più grande delle nostre paure, dei nostri problemi e delle nostre mancanze! Colui che ha iniziato un’opera in voi la porterà a compimento nel nome di Gesù! Amen!

Dio ci benedica

Alex

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In Cristo abbiamo tutto

Il Signore è il mio pastore e nulla mi manca (salmi 23:1)
Chi crede nelle promesse del Signore Gesù Cristo potrà sperimentare giorni dopo giorno la gloria della Sua parola che è vita e verità.
Il bene più prezioso è Gesù Cristo nel cui nome abbiamo salvezza e speranza incorruttibile di vita eterna; non è un dono da poco la salvezza così come la vita eterna rappresentando il fine per cui siamo stati riscattati dal potere delle tenebre e dalla prigione di satana.
La parola di Dio ci esorta a perseverare nella fede quella stessa fede creata e resa perfetta da Cristo Gesù sul duro legno della croce e risuscitando il terzo giorno spezzando i legami di morte.
Gesù disse viviamo nel mondo ma non siamo di questo mondo il che ci porta da un lato a vivere la quotidianità dall’altro ci porta a vivere questa vita non come di chi si fa forza nel suo ego sulla base di principi di natura egocentrica ed egoistica, ma di chi trova la sua forza in Colui che gli provvede nei suoi reali bisogni.
Il mondo, sedotto e influenzato dal maligno, cerca di trasformarci rendendoci prigionieri di cose effimere e che sono destinati a perire; abbiamo bisogno di Cristo e del Suo spirito che ci trasforma e ci proietta verso l’eternità perché questo mondo è destinato a morire con tutti quelli che gli sono legati col cuore e con la mente.
Le difficoltà non mancheranno così come le tribolazioni ma Gesù ci dice fatevi coraggio perché ho vinto il mondo.

 

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Usa: sopravvissuto al massacro di Orlando ritorna in chiesa

United States.- Un giovane superstite del triste e famoso massacro avvenuta in una discoteca gay a Orlando, ha deciso di abbandonare l’omosessualità per tornare a frequentare la chiesa cristiana di cui faceva parte.
Angelo Colon ritorna sulla via, che aveva abbandonata, dopo aver sperimentato le “fauci” della morte, dopo che gli hanno sparato sei volte in diverse parti del suo corpo, al club “The Pulse” a Orlando, Florida.
Il padre del ragazzo, che ha lo stesso nome di suo figlio ha dichiarato che Angelo mentre stava per morire pregò Dio, chiedendogli di non farlo morire. “Ha detto, Signore non lasciare che me ne vado in questo momento e in questa condizione.” “Dio ha fatto un grande miracolo, so che era la preghiera che facciamo sempre per i nostri figli “, ha detto il padre in un’intervista a Univision.
Egli ha anche detto che suo figlio era molto dispiaciuto per la vita che conduceva e lo rassicurò “. Io non ho intenzione di essere più quello che sono e che cambierò tutta la mia vita e tornare di nuovo in chiesa.”

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Ecuador: uomo sepolto vivo sotto le macerie si salva dopo che prega il Signore

Pablo escobar, questo è il nome del cittadino ecuadoriano che è stato graziato dal Signore che lo ha salvato da morte certa in seguito ad un terremoto in Ecuador che si è verificato lo scorso 16 aprile.
Pablo escobar cinquantunenne stava lavorando presso un hotel della città di Portoviejo, in qualità di amministratore, quando in seguito ad una forte scossa di terremoto si trovò sotto le macerie per effetto del crollo dell’edificio.
La moglie una volta avuto la notizia della scomparsa sotto le macerie di suo marito Pablo aveva perso ogni speranza.
Se la moglie ha perso la speranza, durante le 36 ore sotto le macerie Pablo ha messo in atto la sua fede in Dio cominciando a pregare affinché lo tirasse fuori da questa situazione di pericolo di vita; il Signore lo ha preservato dalla morte fino a quando i soccorsi non arrivarono.
I soccorritori che lo tirarono fuori vivo dalle macerie rimasero stupiti intuendo diurno chiaro intervento divino che ha mantenuto in vita Pablo che ha raccontato il miracolo ricevuto da Dio alla televisione americana CNN.

 

 

Ecuador Earthquake

Esaltare la grazia, l'amore e la fedeltà di Dio che ha operato un piano di salvezza per mezzo del suo unigenito figlio Cristo Gesù